Il Sambuco, o Sambucus Nigra L., è una pianta appartenente alla famiglia delle Caprifoliaceae, che cresce in tutte le zone a clima temperato, specialmente nell’emisfero Nord.

In fitoterapia vengono utilizzati i frutti, i fiori e le foglie.

Il Sambuco è ricco di molecole attive, come flavonoidi, rutina, quercetina e antocianine, acidi fenolici, vitamina C e vitamine del gruppo B.

Tali sostanze conferiscono proprietà immunomodulanti, antivirali, antinfiammatorie ed antiossidanti, che rendono la pianta un efficace rimedio ai primi sintomi di raffreddore ed influenza. Ecco perché il Sambuco può essere considerato “una delle piante dell’inverno” da usare in fase acuta, in associazione ad Echinacea ed Uncaria, utili anche in prevenzione.

AZIONE ANTIVIRALE…

Le bacche del Sambuco hanno la capacità di neutralizzare l’attività di un enzima virale (l’emoagglutinina virale), responsabile dell’attacco del virus alle cellule del nostro apparato respiratorio, il maggiormente esposto nel periodo invernale. 

Bloccando questo enzima, si limita quindi l’ingresso del virus nelle cellule e si riduce la probabilità di replicazione e di diffusione dello stesso.

L’attività immunomodulante della pianta è data dalla presenza di attivi, che facendo aumentare la produzione di citochine (molecole dell’infiammazione), preparano l’organismo a rispondere agli attacchi di virus e batteri. Tali citochine attivano infatti i fagociti, facendoli migrare nei siti dell’infezione, facilitando così l’eliminazione dei patogeni.

Se il raffreddamento è accompagnato da febbre, il Sambuco risulta doppiamente efficace, in quanto svolge anche un’azione diaforetica. È in grado infatti di aumentare la sudorazione corporea e supportare farmaci specifici nella modulazione dei picchi febbrili.

…E NON SOLO!

Oltre al suo impiego nella stagione invernale, l’uso terapeutico tradizionale del Sambuco è legato alla sua azione diuretica e purgativa (frutti e corteccia) e a quella antinevralgica (succo).

Come già accennato, la pianta è ricca di vitamina C e di vitamine del gruppo B, utili sia nel trattamento delle patologie influenzali sia durante il periodo di convalescenza.

La parte di corteccia della pianta viene infine impiegata anche in preparati per uso topico, utili in caso di emorroidi e arrossamenti con cute integra.

QUANDO PRESTARE ATTENZIONE

Il Sambuco, se utilizzato in formulazioni già pronte e testate, è una pianta pressoché sicura.

Bisogna invece fare attenzione al “fai da te”! Esiste infatti una varietà, le cui bacche sono velenose. Si tratta del Sambucus Ebulus, che presenta un fusto generalmente non ramificato con densi gruppi di bacche lucide.

Per quanto riguarda invece il Sambuco Nigra, è importante usare solo i frutti ben maturi, poiché quelli acerbi possono dare fenomeni di intossicazione, caratterizzati da bruciore, raschiamento in gola, scialorrea, vomito, diarrea, sensazione di pesantezza al capo, difficoltà respiratoria e crampi.

Se si assumono farmaci diuretici o anticoagulanti, chiedi sempre consiglio al tuo medico e al tuo farmacista e se desideri scoprire altre curiosità su questa pianta alleata dell’inverno ti aspettiamo!